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Luca Proietti

Medico, Psichiatra e Psicoterapeuta

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La cannabis fa male ? Ti spiego tutta la verità

Luca Proietti · Ago 7, 2021 ·

La cannabis fa male o fa bene?

In questo articolo ti spiego se la cannabis fa male. Troverai tutta la verità scientifica, i dati e i possibili usi terapeutici della cannabis, del tetraidrocannabinolo e del Cannabidiolo .

Infatti da un po’ di tempo ci si chiede quali possano essere gli utilizzi terapeutici della cannabis.

Un’altra domanda che ci si fa spesso è quale sia la differenza tra il Cannabidiolo (CBD) e il Tetraidroccabinolo (THC).

Continua a leggere questo articolo per capire qual è la differenza il CBD e il THC.

In alternativa guarda il video qui sotto che contiene tutte le informazioni dell’articolo.

Se non mi conosci mi presento, sono Luca Proietti, mi occupo di divulgazione in ambito scientifico, di salute mentale e dei rapporti tra sostanze, farmaci e la nostra psiche.

Se ti interessano questi argomenti seguimi sul mio canale YouTube sul mio profilo Instagram.

Se ti interessano gli utilizzi terapeutici delle altre droghe come MDMA, Psilocibina e Ketamina, ne parlo in questo articolo (link)

La cannabis fa male: ti spiego perché.

In realtà la domanda se la cannabis faccia bene o male non si pone neanche.

La cannabis fa male, STOP.

Perchè ?

Seguimi te lo spiego subito.

In questo articolo scientifico (link) viene dimostrato come i due componenti della Cannabis, cioè il THC e il CBD abbiano due funzioni completamente opposte.

Il THC ha effetti negativi dal punto di vista psichiatrico e non solo. Causa infatti sintomi e disturbi psichiatrici.

Se fumi cannabis il rischio di sviluppare una psicosi aumenta di 5 volte (29,5 contro il 6,8 della popolazione generale) (Di forti et al., 2015).

Mentre il CBD può al contrario aiutare nel trattamento di alcuni disturbi psichiatrici.

Per chi non si è ancora convinto del fatto che la Cannabis fa male, in particolare per quanto riguarda i disturbi psichiatrici, è uscito un articolo scientifico molto importante nel 2020.

L’articolo (link) è stato pubblicato su Schizophrenia Bulletin, una delle principali riviste scientifiche mondiali.

E’ stata condotta una meta-analisi, cioè nell’articolo sono stati ha analizzati e confrontati i dati di 25 studi scientifici, per un totale di 34.200 pazienti che avevano presentato psicosi.

Quanti di questi che avevano assunto sostanze evolvevano verso quadri cronici di psicosi e di schizofrenia rispetto alla popolazione che non abusa?

Continua a leggere, i dati sono preoccupanti.

In letteratura scientifica ci sono dati che dicono come dal 44 al 66% delle psicosi indotte da sostanze evolvano verso quadri cronici.

La metà analisi ha dimostrato come il 25% delle persone che presentavano una psicosi indotta da sostanze evolvevano verso una psicosi cronica.

Quindi, occhio, non è detto che smettendo di abusare della sostanza la psicosi sparisca.

Cannabis e psicosi: la sostanza più pericolosa è lei

Qual era la sostanza più pericolosa per indurre psicosi croniche ?

Le psicosi indotte da cannabis diventano croniche nel 34% dei casi.

Nell’indurre quadri di schizofrenia la cannabis è seguita ad un po’ di distanza dagli allucinogeni, dagli oppioidi come l’eroina, dall’alcol.

Quali sono le differenze tra il CBD e il THC ?

Ora vediamo le differenze tra il CBD e il THC e così da capire come mai il CBD fa bene, mentre il THC fa male.

Quali sono gli effetti del THC ?

Se pensiamo agli effetti del THC, capiamo perché la cannabis fa male.

E’ a causa del THC infatti che la cannabis e il panico, l’ansia, le paranoie e il peggioramento dei sintomi ossessivi, sono frequentemente associati.

Altri effetti del THC sono problemi cognitivi, depressione o stati maniacali, sindrome amotivazionale e problemi di concentrazione.

Il THC dunque è pericoloso e dannoso, ecco perchè non saranno possibili utilizzi terapeutici della cannabis in sè.

La cannabis infatti contiene sia CBD che THC.

Quali sono gli utilizzi terapeutici del CBD ?

Il CBD modula in maniera positiva la risposta infiammatoria e il sistema immunitario.

Per queste proprietà il CBD potrebbe essere utilizzato come terapia per alcuni tumori, in particolare della mammella, del polmone e del colon.

Altri disturbi che potrebbero beneficiare del CBD sono quelli cardiovascolari (ictus, infarti ed eventi ischemici).

Inoltre sembra che il CBD sia neuroprotettivo, potrebbe quindi essere utile nel trattamento delle psicosi, di patologie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer.

Funzioni neuroprotettive del CBD.

Vediamo le possibili funzioni del CBD sul sistema nervoso:

  • Nelle psicosi il CBD sembra avere proprietà di prevenzione e antipsicotiche.
  • Nella depressione il CBD potrebbe essere antidepressivo.
  • Nel morbo di Alzheimer il CBD sembrerebbe ridurre il danno ossidativo e il deposito di Amiloide, una sostanza correlata a questa demenza.
  • Nel morbo di Parkinson il CBD potrebbe ridurre gli RBD, cioè i disturbi del sonno R.E.M.
  • Nella Sclerosi Multipla il CBD ridurrebbe l’infiammazione e la spasticità.

Un altro utilizzo terapeutico molto promettente del CBD è nell’epilessia farmacoresistente.

La Cannabis fa male, ma il CBD è terapeutico

E’ importante quindi che nei prossimi anni si faccia chiarezza dal punto di vista scientifico e farmacologico su quali sono i possibili utilizzi terapeutici della cannabis, o meglio del CBD.

Come ogni farmaco infatti il CBD – cannabis terapeutica avrà effetti collaterali e che andranno monitorati per valutarne i reali rischi benefici.

E sarebbe anche ora di riconoscere l’efficacia farmacologica del CBD in modo che possa essere controllato.

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