
La mia personale guida su come trovare il lavoro dei tuoi sogni.
Leggendo questo post imparerai perché il concetto, tanto abusato, del “segui la tua passione” è pericolosissimo, cosa deve avere una professione per piacerci e quali sono le 5 strategie pratiche che ti permettono di trovare il lavoro dei tuoi sogni.
“Chi sono io davvero”?
“Qual è la mia vera passione?”.
“Sto davvero facendo quello che amo nella mia vita?”
Così inizia la 6a puntata del bellissimo podcast “Io credo” di Francesco Tassi.
Ascolta “06 – io credo – Seguire le proprie passioni è uno sbaglio?” su Spreaker.Trovare il lavoro dei sogni – L’ipotesi delle passioni di Steve Jobs
Trovare un lavoro che ti permetta di perseguire la tua passione, non solo ti garantirà la felicità, ma farà sì che tutto diventi facile, non sentirai più la fatica e sentirai di aver realizzato il senso della tua vita.
Questa è una bellissima trappola mortale 🙂
Questa idea ha condizionato la nostra cultura a partire dal famoso discorso di Steve Jobs alla Stanford University del 2005:
Vivi il tuo sogno. La vita è troppo breve per fare quello che credi di dover fare. La passione è il motore per vivere la tua vita, non accontentarti”.
Steve Jobs
Marco Montemagno e Francesco Tassi, riprendendo il libro “So Good They Can’t Ignore You” di Cal Newport, hanno messo in luce come questa idea, oltre a essere una cagata pazzesca, possa anche essere dannosa per la nostra felicità.
Lo psicologo J. Vallerand ha dimostrato che il 96% delle passioni degli studenti hanno a che fare con arte e sport, mentre solo il 4% è in relazione con business o educazione (Tassi, 2017).
Giustamente Tassi si chiede: quanti lavori nel mondo sono disponibili relativi ad arte e sport? E sopratutto, quanti di quegli studenti rimarranno insoddisfatti, se per essere felici dovessero seguire le loro passioni?

Lo stesso Steve Jobs era appassionato di storia, danza, religioni orientali e lasciò il suo primo lavoro in ambito tecnologico (Atari) per andare a vivere in una comunità hippie (Tassi, 2017).
Come concludono Tassi e Montemagno, riprendendo Newport:
Se Steve Jobs avesse seguito il suo stesso consiglio non sarebbe diventato Steve Jobs
Ma perché allora Stefano Mansioni ci ha fatto sto pistolotto sul seguire la nostra passione?
Non penso che Steve abbia voluto mentirci o prenderci per i fondelli, almeno credo :-), è che era vittima di un autoinganno. Questo è una sorta di bias percettivo-cognitivo che ci fa vedere la realtà in maniera distorta.
Tutti creaiamo autoinganni che poi subiamo, l’importante è esserne consapevoli, e capire quali sono funzionali e quali no. Come dicono i costruttivisti, ognuno di noi costruisce la (visione della) propria realtà.
Una volta raggiunto un obiettivo, ad esempio, riguardando la strada che hai percorso per realizzarlo, tenderai a vedere amplificate le esperienze positive e ridimensionate quelle negative. Al contrario quando non lo raggiungiamo è facile che la nostra percezione sia distorta nel senso opposto.
Jobs, guardandosi indietro, dopo il successo ottenuto, era realmente convinto che il viaggio per arrivarci fosse stato una piacevole passeggiata, in cui ogni istante era stato emozionante e appassionante.

Quando, dall’alto della posizione che hai raggiunto, osservi la strada che hai percorso, tutto sembra avere un senso e un significato, anche le deviazioni secondarie. Ma mentre la stai ancora attraversando, quella strada invece si fa sentire con tutte le sue asprezze e incertezze, che ti portano a dubitare ad ogni bivio.
“E’ la strada giusta per me ? E’ davvero quello mi piace fare?”
Come quando arrivi in cima a una montagna, il percorso ti sembra sia stato una figata pazzesca e ti dimentichi di quando stavi imprecando a ogni bivio sbagliato.
Trovare il lavoro dei sogni – L’ipotesi delle passioni di Steve Jobs
Il concetto di Steve Jobs è molto, ma molto, pericoloso perché se provi a seguirlo mentre stai ancora percorrendo la tua strada, ti porterà a pensare di essere sicuramente su quella sbagliata. Questa infatti non sarà mai abbastanza entusiasmante, appagante ed appassionante mentre l’attraversi, soprattutto all’inizio.
Non a caso, la Generazione Y (i nati tra il 1980 e il 2000) è quella che ha mostrato il più alto tasso di insoddisfazione sul lavoro (Tassi, 2017).
Si tratta di capovolgere quindi il punto di vista:
Non di come fare della propria passione un lavoro, ma di come trovare un lavoro che ci possa piacere per poi diventarne appassionati.

Cosa rende una persona appassionata del lavoro che ha scelto?
La ricercatrice Amy Wrzesniewski ha dimostrato che le persone che amano il proprio lavoro sono quelle che lo praticano da tanto tempo. La scoperta dell’acqua calda, mi dirai :-). E’ ovvio che se mi piace un lavoro lo praticherò per più tempo, ma è vero anche l’inverso: più a lungo svolgo una professione più questa mi piacerà.
La passione e la soddisfazione, infatti dice la Wrzesniewski, dipendono in maniera diretta da quanto ci sentiamo capaci e bravi in quello che facciamo.
Trovare il lavoro dei sogni: 3 bisogni da soddisfare
Il libro Drive di Daniel Pink conferma i risultati della Wrzesniewski, un lavoro per essere appassionante deve soddisfare 3 bisogni:
- Autonomia – poterti organizzare le tue attività e la tua giornata (Quello che invidiamo tutti ai freelancer).
- Competenza – sentirti bravi in quello che fai.
- Valore Relazionale – la sensazione di essere “connesso” ad altre persone tramite il tuo lavoro
Bello vero un lavoro con queste 3 caratteristiche?

Questi elementi possono essere ottenuti solo svolgendo una data professione per un tempo sufficientemente lungo.
E’ una dinamica circolare quindi: più praticherai una professione, più questa ti piacerà e più sarai incentivato a continuarla; al contrario più lavori cambi, più ti frustrerai e sarai spinto a cambiare, poiché non farai in tempo a sviluppare quelle competenze che ti possano far sentire appagato.
Cambiare persistentemente innesca un circolo vizioso, mentre rimanere persistenti ne innesca uno virtuoso.
Cosa ci faccio con i dubbi e le incertezze ?

“Va bene non cambiare, e cercare di persistere, ma se sono pieno di dubbi e incertezze?”
E’ normale averli!
Anzi, dubbi e incertezze ci aiutano, a non incapponirci e non intestardirci.
Anche se sei sulla strada giusta per trovare il lavoro dei tuoi sogni, ripensamenti, indecisione, ostacoli e fatica non mancheranno.
Se impari a custodire i dubbi potrai anche servirtene in maniera positiva. Se ci pensi bene: cambiare continuamente direzione, o intestardirsi nel percorrerne una sbagliata, sono in realtà due modi opposti per fare la stessa cosa: cercare di soffocare i dubbi.
Dubitare in realtà ti aiuta a rimanere ricettivo e aperto all’eventuale necessità di migliorare la strada su cui ti stai muovendo, o di cambiare direzione, se questa si dimostrasse effettivamente sbagliata.
La nostra ragione non può assolutamente trovare il vero se non dubitando; ella si allontana dal vero ogni volta che giudica con certezza; e non solo il dubbio giova a scoprire il vero, ma il vero consiste essenzialmente nel dubbio, e chi dubita sa, e sa il più che si possa sapere.»
Elogio del dubbio, G. Leopardi
Dovresti preoccuparti se i dubbi non li hai. Guardando al futuro non puoi che averli, è solo volgendo lo sguardo al passato, dove ormai la strada è segnata che questi non ci sono, qui tutt’al più puoi avere rimorsi e rimpianti.

Come trovare il lavoro dei sogni – L’ipotesi del “fatti un culo a capanna” di L. Proietti e F. Tassi

L’ idea del “trova la tua passione e buttati” era in effetti molto più figa di quella che ti propongo del “fatti un culo a capanna, persisti e rimani costante nonostante le difficoltà e i dubbi, un giorno la passione arriverà“.
Craftman mindest
Capovolgere il punto di vista, comporta anche il ricercare la motivazione in maniera opposta. Si tratta di smettere di chiederti ” Cosa mi sta dando questo lavoro ? Come mi fa sentire?” per iniziare a domandarti “Cosa sto dando agli altri attraverso il mio lavoro?”.
Cal Newport nel suo libro ha definito questo il passaggio dal Passion Mindset al Craftman Mindset. “Working right – to find the right work” (Tassi, 2017).
Viktor Frankl proponeva la stessa inversione di prospettiva a chi si interrogava sul senso della vita: invece di chiederti che senso ha la vita per te, chiediti che senso puoi darle tu.
E se però questo non è il lavoro dei miei sogni ?
Come faccio però a capire se sono sulla strada sbagliata?
Se vuoi vedere impara ad agire”
Imperativo estetico, Heinz Von Foerster

Se vuoi davvero capire se una strada è quella giusta devi percorrerla, non è cambiando strada che puoi capire se questa era quella giusta.
Come dicevamo, se trovi il coraggio di lasciare parlare i tuoi dubbi, se eviti di provare a zittirli, facendo finta di non sentirli o, al contrario, assecondandoli subito, questi ti porteranno a capire se sei o meno sulla strada giusta.
Una strada ti si mostra per quello che è solo se sei disposto a percorrerla.
“Si”, sente dire a qualcuno il guerriero della luce. “Ho bisogno di capire tutto prima di prendere una decisione. Voglio avere la libertà di cambiare idea”.
Il guerriero ascolta con diffidenza questa frase. Può avere anch’egli la stessa libertà, ma questo non gli impedisce di assumere un impegno, sebbene molte volte non comprenda esattamente perché lo ha fatto.
Un guerriero della luce prende delle decisioni.

La sua anima è libera come le nuvole in cielo, ma egli è davvero coinvolto nel suo sogno. Nel suo cammino liberamente scelto, deve svegliarsi a orari che non gli piacciono, parlare con gente che non lo arricchisce di nulla, fare dei sacrifici.
Commentano gli amici: “Tu non sei libero”.
Il guerriero è libero.
Ma sa che un forno aperto non cuoce il pane.
Il Manuale del Guerriero della Luce, Paulo Coelho
Come trovare il lavoro dei sogni seguendo l’ipotesi del culo a capanna.
Le passioni vanno e vengono, la tua vocazione personale, il tuo perché, come lo chiama Simon Sinek, rimane.
Lascia perdere le passioni, per il momento, scegli una strada che ti porterà a formarti e fare il lavoro che possa rispondere al tuo perché.
Quale strada, quale professione, tra quelle che ti piacciono, ti permetterà di creare più valore, di fare di più la differenza per gli altri, tenendo conto anche delle tue predisposizioni e attitudini ?
Perché lavoro ti possa soddisfare deve produrre valore per gli altri, e poi dovrai praticarlo tanto da poter soddisfare i 3 bisogni di autonomia, competenza e valore relazionale.
Col tempo potrai appassionarti a questo lavoro.
Trovare il lavoro dei sogni e mantenere le proprie passioni
Avere delle passioni forti, che non hanno alcun legame con la tua professione, non solo è normale, ma è anche auspicabile.

Per il tuo equilibrio psicofisico è importante avere delle attività a cui ti dedichi con dedizione, solo per il piacere di farle, senza avvertire la spinta di doverle fare, come è per il lavoro.
Gli hobby, le passioni e gli svaghi vanno vissuti semplicemente perché ti piacciono, senza stare a filosofare troppo sul fatto che siano costruttivi o meno.
Hilmann nel “Codice dell’anima“ dice che l’anima si nutre anche di spazzatura: di sicuro non potrai trarre una professione dal leggere fumetti, guardare serie tv su netflix o ammazzarti di videogiochi, ma anche queste attività concorrono, indirettamente, a far maturare quella che è la tua vocazione.
Alcune passioni in futuro ti torneranno utili direttamente per il tuo lavoro, come è stato il corso di calligrafia per Steve Jobs, altre rimaranno hobby, altre si spegneranno dopo poco tempo, in ogni caso vivile, ma senza troppe aspettative…
Le 5 strategie per trovare il lavoro dei tuoi sogni
Abbiamo visto perché accettare i dubbi e scegliere un lavoro sulla base di quello che puoi donare, invece che chiederti quello che questo ti può dare, ma rimangono ancora degli interrogativi aperti.
Come faccio ad aumentare le probabilità di avere successo nella professione che ho scelto? Come posso diventare così bravo da poter soddisfare i 3 bisogni di Pink?

E anche… Come posso capire se la direzione verso cui mi sto muovendo è quella giusta? I dubbi sono fisiologici o ho già percorso abbastanza strada ed è ora di cambiarla?
Trovi ora 5 strategie che rispondono al primo gruppo di domande. Le risposte al secondo gruppo di interrogativi le trovi invece in quella che è la pratica del discernimento. Per imparare a scegliere, dobbiamo prima imparare a capire cosa vogliamo davvero, in questa guida ti spiego come fare (link).
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Come trovare il lavoro dei sogni: 5 strategie concrete.
Se davvero vogliamo trovare il lavoro dei sogni abbiamo detto che dobbiamo diventare tanto bravi da poter aspirare a soddisfare i bisogni di Pink: autonomia, competenza e valore relazionale.
1. Agisci sempre in modo da aumentare le possibilità di scelta

Agisci sempre in modo da aumentare le possibilità di scelta”
Imperativo etico, Heinz Von Foester
L’imperativo etico di Von Foerster racchiude in sè tutte le altre strategie che troverai di seguito.
Nel dubbio, agisci sempre in modo da aumentare le possibilità di scelta. E’ uno dei mantra che mi guida. Questo vuol dire che tra una scelta comoda e una impegnativa che apre più prospettive, quella da intraprendere, per me, è quasi sempre la seconda.
Seguire questo imperativo è importantissimo sopratutto quando ti trovi all’ inizio di un percorso.
Unire questo imperativo con quello estetico : “Se vuoi vedere impara ad agire”, significherà che dovrai dedicare molto tempo e impegnarti in tante cose, all’interno della strada che hai scelto, alcune delle quali poi inevitabilmente non ti piaceranno o ti deluderanno.

E’ solo percorrendo le strade, anche quelle sbagliate, che capirai qual è quella giusta, non saltando in continuazione da una all’altra.
Come dice un antico Stratagemma cinese:
Se vuoi imparare a drizzare una cosa, impara prima tutti i modi per storcerla.
2. Pratica, Pratica, Pratica…
Le intuizioni geniali e la creatività hanno bisogno di ore e ore di pratica per poter emergere e attecchire. Anders Ericsson ha dimostrato che per poter essere esperti in un campo, sono necessarie 10.000 ore di pratica, la così detta (ten thousand hours rule).

I geni, i “gifted“, coloro che hanno ricevuto un dono, devono comunque passare attraverso ore e ore di pratica se vogliono mettere a frutto i loro talenti. Anche Mozart, come spiega Malcolm Gladwell in ” fuoriclasse“, ha fatto tanta pratica.
3. Difficoltà crescenti e stato di flusso
Sia Cal Newport che Ericsson ci dicono che tante ore di pratica da sole non sono sufficienti, serve anche la qualità. Questa possiamo ottenerla con una metodologia di apprendimento corretta.
La teoria è molto semplice, la pratica un po meno :-). Si tratta di strutturare la propria attività in modo da affrontare livelli di difficoltà crescenti, di volta in volta di poco superiori, a quello a cui sono abituato.

Bisogna trovare un equilibrio, tra lo stare sempre nella zona di comfort, e l’esporti ad attività eccessivamente stressanti. Altrimenti, come dice Jordan Peterson, le prime rischiano di annoiarti, mentre le seconde di frustrarti.
Per progredire costantemente infine è necessario circondarti di persone in grado di darti dei feedback corretti e immediati.
Avere obiettivi chiari; affrontare difficoltà, superabili, ma che mi costringono ad impegnarmi; ricevere dei feedback continui, sono secondo Mihaly Csikszentmihalyi (non chiedermi come si pronuncia :-)), non a caso, i 3 requisiti che permettono di raggiungere lo stato di Flusso. Ne parla nella sua intervista con Timothy Ferriss, in Tool of Titans.
Il Flusso è quello uno stato di ipnosi spontanea, in cui sentiamo assorbiti in un’attività, non percepiamo la fatica, perfettamente concentrati e ci muoviamo senza alcuna esitazione. Sono quei momenti in cui ci sembra di rendere al 200% delle nostre possibilità.

4. Sistema
Scott Adams è un comico e fumettista che è diventato famoso grazie al personaggio di Dilbert, nel suo libro “Come fallire in quasi tutto e comunque vincere alla grande“ ci dice:
I perdenti si muovono per obiettivi, SMART aggiungerei io, mentre i vincenti hanno un sistema.

Un sistema è un progetto che, anche se si poi si rivelasse un fallimento, ti avrà comunque portato a sviluppare delle competenze lavorative e relazionali. Si tratta di scegliere opzioni che inevitabilmente ti faranno crescere, migliorare e sviluppare competenze che ti permetteranno di avere successo nei tuoi progetti futuri.
Per me questo blog è un sistema: non so se riuscirò mai a farne una professione, ma scrivere articoli, in ogni modo, mi sprona a studiare, a leggere un sacco, a far pratica con la scrittura e riorganizzare le idee.
La teoria del sistema ci spiega anche perché ha senso fare anche cose che non ci piacciono o entusiasmano, mentre ci muoviamo nel percorso che abbiamo scelto.
Preparare presentazioni PowerPoint, su argomenti che non mi appassionano per niente, è stato e sarà il pane quotidiano della mia specializzazione in psichiatria. Imparare a farle, in maniera inaspettata, mi ha portato a studiare argomenti che poi si sono rivelati utili per integrare alcuni articoli del blog.

Adams è partito gestendo un blog che, rispetto alla sua occupazione principale, gli richiedeva moltissimo tempo e gli garantiva un guadagno economico piccolissimo. Questo però gli ha permesso di essere pronto poi quando una delle riviste internazionali più importanti lo ha contattato, così sono poi arrivati i libri.
5. La strategia finale: Le Piccole Scommesse Progressive

Ti sei avviato sulla strada che pensi ti permetta di rispondere al tuo perché; hai gestito i dubbi e hai perseverato; finalmente sei diventato così esperto e capace da poter soddisfare i 3 bisogni di autonomia, competenza e valore relazionale.
Ora ti si presentano davanti 3 scenari possibili:
- Ti sei appassionato al lavoro che hai scelto, hai capito che questo è il lavoro dei tuoi sogni.
- Il lavoro è quello giusto, ma ci sono cose che vorresti cambiare.
- Ti sei accorto di essere completamente fuori strada, e hai capito ce il lavoro che vorresti fare è un altro.
Vediamo ognuna delle possibilità
Primo caso: happy for you.
Negli altri due scenari la strategia da applicare è la stessa: quella della piccole scommesse progressive.
Secondo caso. Ora sì che può aver senso parlare di passioni. Oltre ad essere diventato bravo abbastanza da poterti appassionare al tuo lavoro, adesso hai i mezzi e le competenze per provare a migliorarlo e plasmarlo secondo i tuoi desideri.
E’ qui che entrano in gioco gli interessi, i desideri, l’inventare nuove strade e il seguire le competenze trasversali.
Pensiamo a uno psicologo appassionato di sport che vorrebbe lavorare con gli atleti di punta. Si è fatto un culo a capanna, tutta la pratica del caso, si è mosso attraverso sistemi, e sta svolgendo alcuni lavori che non lo soddisfano così tanto. Piano, piano, ora che è competente, potrà avvicinarsi, progressivamente tramite piccole scommesse al lavoro dei propri sogni.
Nel terzo caso ti puoi trovare se hai sbagliato strada, hai cambiato idea o se per necessità hai dovuto fare un lavoro che non ti piaceva.

La strategia è sempre la stessa, mantenere il lavoro che stai facendo e iniziare a formarti competenze e abilità per poter iniziare a basarti sempre più sull’altra.
Dovrai sempre muoverti per piccoli passi, per piccole scommesse progressive.
Cosa sono le piccole scommesse progressive ?
Questa oltre ad essere l’unica strategia sicura, ti permetterà di capire se davvero vuoi percorre la strada alternativa o se questa idea è solo un capriccio destinato a scomparire.
Nel suo articolo Francesco Tassi spiega molto bene con un esempio pratico il concetto delle piccole scommesse, che riprende da Little Bets di Peter Sims:
“Piuttosto che credere di dover partire da un grande piano, determinato sin dall’inizio, loro fanno una serie metodica di piccoli test per capire quale possa essere la giusta direzione, acquisendo informazioni critiche dai piccoli fallimenti e dalle piccole ma significative vittorie”.

In questo senso anche le nostre delusioni, i nostri limiti, i nostri insuccessi, se accettati fino in fondo, possono essere dei segnali che ci guidano lungo la strada.
Le piccole scommesse non ti garantiscono di raggiungere quello che pensi sia il tuo sogno, ma sono la strategia più efficace, insieme alle altre 4 per provare a raggiungerlo.
Lasciamo i giovani sognare… Se sogni magari non realizzi il tuo sogno, ma qualcosa che si avvicina sì, se non sogni non realizzi nulla.
Umberto Galimberti
Il mito romantico del colpo di testa per trovare il lavoro dei sogni.
Un altro falso mito che abbiamo è l’idea romantica del mollare tutto per inseguire la propria passione, del cambiamento improvviso di vita, del colpo di testa.
Manager stressati che mollano tutto e si danno alla barca a vela, impiegati frustrati che si licenziano e si lanciano ad inseguire il loro sogno.
Farlo all’improvviso è la strada diretta verso il fallimento, anche perché fino a a quando non inizi a percorrere la strada alternativa, non puoi essere sicuro di volerla davvero.
Dietro ad ogni cambio di rotta di successo, anche a quelli che sembrano salti nel vuoto, c’è sempre un lungo percorso di grande pianificazione. Noi vediamo solo il passaggio finale, è un autoinganno anche questo, non facciamo caso al lavoro immane di piccoli test e piccole scommesse progressive.
Perfino nei film succede così, vi ricordate Million dollar Baby o La ricerca della felicità ?

A volte il guerriero della luce ha l’impressione di vivere due vite nello stesso tempo. ‘C’è un ponte che collega quello che faccio con ciò che mi piacerebbe fare’, pensa. A poco a poco, i suoi sogni cominciano a impadronirsi della vita di tutti i giorni, finché egli avverte di essere pronto per ciò che ha sempre desiderato. Allora basta un pizzico di audacia, e le due vite si trasformano in una.
Come trovare il lavoro dei propri sogni, considerazioni finali: Multipotentialite, vocazione ed originalità.
Multipotentialite
Molto persone non hanno un unico talento, un’ unica passione, non nascono sapendo cosa vogliono fare da grandi ma invece tantissimi interessi. Emil Wapnick chiama queste persone Multipotentialite, e secondo lei sono destinate a sviluppare lavori e professioni che coinvolgano in maniera trasversale le loro passioni e competenze.
Come dice la Wapnick:
il problema non è che non avevo alcun interesse, il problema è che ne avevo troppi”…
“… mi interessavo ad altro, qualcosa di completamente diverso, e mi ci immergevo, lo divoravo, e pensavo: “Sì! Ho trovato la mia vocazione”, e poi raggiungevo quel punto in cui cominciavo ad annoiarmi. E alla fine, lasciavo perdere. Ma poi scoprivo qualcosa di nuovo e completamente diverso, e mi ci buttavo”.
Cosa fare se ti accorgi di essere un multipotentialite?
Questo concetto è valido e interessante, ma va maneggiato con cautela. Anche se sei un multipotentialite, voler da subito trovare quell’attività che ti permetta di concretizzare tutti i tuoi interessi si trasforma in una trappola.
Anche perché passioni e interessi, come abbiamo visto, cambiano in continuazione.

La strada è quindi sempre la stessa, anche se sei un multipotentialite :-), ancorati ad un solido percorso canonico, non ti soddisferà pienamente, ma ti servirà per poi sentire la chiamata a personalizzarlo secondo le tue peculiarità.
Il rischio altrimenti è quello di fare “esperienzismo“, l’ accumulare esperienze a caso, senza inserirle in un percorso, diceva Padre Silvano Fausti, è la strada sicura per diventare dei dilettanti.
Nelle scelte bisogna starci fino in fondo, bisogna “morirci dentro” per farle fruttare.
Francesco Cavallini SJ
E’ solo quando percorri una strada fino in fondo, impegnandoti pienamente che puoi avvertire l’eventuale chiamata di un’ altra strada, di quella che è la tua vocazione.
Concediti il diritto di dubitare, di essere incerto, di non essere sempre entusiasta, ma stai dentro alle tue scelte fino in fondo, solo così potrai capire quale è davvero la tua vocazione.
Vocazione ed originalità, non solo lavoro.

La tua vocazione è personale, individuale e quindi originale. Si tratta di trovare e inventare la tua originalità, come dice Bernardo Paoli, sia essa lavorativa o meno.
Per coloro di noi che ricevono la così detta chiamata, (the calling) come la definisce la Wrzesniewski, il lavoro è così importante da costituire anche parte dell’identità. (Tassi, 2017).
Ma non è detto che per tutti sia così. Pensare che il lavoro debba essere necessariamente la tua fonte di realizzazione è un’altra trappola ed è fortemente limitante.
La vocazione per alcuni di noi può essere la famiglia, il ruolo genitoriale o un servizio di volontariato che svolgono, e sarà questo a farli sentire realizzati e felici.
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Bibliografia
Fausti S., Occasione o tentazione? Scuola pratica per discernere e decidere, Milano: Ancora editrice, 2005 (acquista su amazon: link).
Ferriss, T., Il segreto dei giganti, Milano: Cairo Editore, 2018 (Acquista su Amazon: link).
Gladwell, M., Fuoriclasse: Storia naturale del successo, Milano: Arnoldo Mondadori Editore, 2008 (Acquista su Amazon: link).
Hilmann, J., il codice dell’anima. Carattere, vocazione, destino Milano: Adelphi, 1996 (Acquista su Amazon: link).
Montemango, M., Perchè non devi ascoltare chi ti consiglia di seguire la tua passione, https://marcomontemagno.it/, 2015 (link).
Newport, C., So Good They Can’t Ignore You, 2012 (Acquista su Amazon: link).
Scott, A., How to Fail at Almost Everything and Still Win Big: Kind of the Story of My Life, London: Penguin Books Ltd (Acquista su Amazon: link).
Sims, P., Little Bets: How breakthrough ideas emerge from small discoveries, Cornestore, 2011 (Acquista su Amazon: link).
Sinek, S., Trova il tuo perchè, Milano: Antonio Vallardi Editore, 2018 (Acquista su Amazon: link).
Tassi, F., Sei pronto a cambiare lavoro e seguire la tua passione?, www.francescotassi.com, 2017 (link).
Tassi, F., 06 – io credo – Seguire le proprie passioni è uno sbaglio, www.francescotassi.com, 2018 (link).
Tassi, F., 11 – io credo – Finalmente avevo un piano (Parte 3/3) , www.francescotassi.com, 2018 (link).

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